La casalinga improvvisata

A volte scivevo cose. Poi qualcuno mi ha detto di aprire un blog. E io gli ho dato retta... Nulla di serio comunque.

26th January 2026

La signora del te

I condomini sono luoghi di mitopoiesi per definizione; non ne esiste uno che non abbia la sua buona dose di mitici personaggi e leggendarie gesta. Nel mio si narra ad esempio di un signore del secondo piano che pare produca una salsa al peperoncino dagli effetti magici, un misto tra fungo allucinogeno e preparato afrodisiaco :)

C’è poi una donna del terzo la cui lasagna sembra aver disinnescato innumerevoli liti furibonde nelle riunioni di condominio serali trasformandole in civili chiacchierate tra amici.

Purtroppo per me non ho avuto modo di verificare quanto di vero ci sia in queste due storie. D’altro canto sto a mia volta cercando di costruirmi una “nomea”, seppure basata su una colossale menzogna! Voci non confermate sostengono che il mio te alla pesca goda di un certo seguito costruito nelle (poche) riunioni di condominio a cui ho partecipato e soprattutto nelle visite di cortesia tra vicini.

Non lo confesserò mai in pubblico, ma la mia formula per un buon te consiste… nell’usare quello solubile :P

Sì, lo so, tecnicamente è zucchero aromatizzato o poco più, ma finché piace perchè privarsene?

31st December 2025

La giardiniera

Nel condominio in cui abito abbiamo una piccola area verde di fronte all’ingresso. E quando dico piccola lo intendo davvero: un rettangolino di terra 2x2 che proprio per le sue dimensioni è sopravvissuto alla fame di parcheggi.

Qualche tempo fa durante una assemblea di condominio arrivammo alla conclusione che sarebbe stato “carino” abbellire questa area verde ma ovviamente nessuno era disposto a spenderci due cent. Per cui io ed altri tre condomini ci proponemmo come volontari per tenere pulito e sistemato questo spazio. Fatto sta che di quattro che avremmo dovuto lavorarci nella maggior parte dei casi mi sono ritrovata da sola.

Nel regno vegetale io godo di una pessima fama data la mia notoria capacità di far seccare qualsiasi cosa, inclusi i cactus. Tuttavia il micro-giardino mi sta venendo abbastanza bene anche perché con le azalee è oggettivamente difficile sbagliare. C’è persino un arbusto di rose che, se sopravviverà all’inverno, potrebbe fiorire per il secondo anno di seguito!

Mettendo da parte le mie velleità botaniche, debbo ammettere però che le due orette settimanali che dedico alla cura del giardino sono diventate una occasione di socialità inattesa. Nei grandi condomini è molto facile vivere a pochi metri da altre persone e non saperne neppure il nome. Ma quando scendo in cortile con la salopette di recupero e gli attrezzi da giardinaggio arrivano sempre altri condomini e persino qualche vicino per un saluto e due chiacchiere.

In una delle prime uscite conobbi il signor Enne, di cui fino a quel momento avevo solo sentito parlare indirettamente. Abitando al piano rialzato si era affacciato diffidente ai primi rumori ma poi si era subito presentato e si era offerto di prepararmi un caffè. Enne è un ex militare che si è trasferito qui dopo il divorzio; le sue figlie vivono lontane e passano a trovarlo solo di tanto in tanto. Una mattina, dopo aver imprecato contro il rubinetto condominiale immancabilmente guasto, mi avvicinai alla sua finestra e chiesi se poteva farmi collare il tubo per innaffiare. Gentilmente acconsentì e parlammo un po’.

La settimana successiva il signor Enne insistette molto perché entrassi da lui a prendere un caffè. Così, seppure con la salopette e la mani sporche, accettai l’invito. Enne è una persona difficile da inquadrare, a suo modo è rigoroso e formale ma allo stesso tempo è gentile e premuroso. Al caffè seguì un dolcetto e fu chiaro che lo scopo di quell’invito era soprattutto quello di chiacchierare un po’ senza il pubblico potenziale del cortile. Mentre l’ingresso con guardaroba e scaffali e librerie varie era un esempio di ordine organizzato, mi resi conto subito che il resto della casa era governato dal disordine e da una pulizia emh… approssimativa (specie quando chiesi di andare in bagno per lavarmi le mani),

Era evidente che signor Enne aveva difficoltà nel gestirsi le faccende di casa e d’altro canto però mi sembrò decisamente scortese farglielo notare.

Passati un paio di settimane ed altrettanti rifiuti ai suoi cortesi inviti, capitò di nuovo che mi chiedesse di entrare qualche minuto. Dopo il consueto caffè, con un certo imbarazzo si decise a chiedermi la cortesia di riattaccargli un bottone di una giacca che si era staccato. Ora, io so di cucito quanto un pugile sa di danza del ventre, purtuttavia un bottone sono complessivamente ancora in grado di attaccarlo.

La casa era ancora in uno stato precario per cui ad un certo punto superai anch’io l’imbarazzo e chiesi ad Enne se avesse bisogno di aiuto per sistema e pulire l’abitazione. Dopo qualche mezza ammissione alla fine mi spiegò di aver cercato qualcuno che lo aiutasse ma non starci coi costi per cui alla fine preferiva aspettava che passassero le figlie per le cose più urgenti.

Mi presentai l’indomani di buon ora e con il meglio del mio armamentario per le pulizie domestiche. Ci misi diverse ore ma alla fine cucina, bagni e camera da letto tornarono vivibili. Il signor Enne ovviamente provò ad allungarmi una banconota da 100, ma con fare sdegnoso la rifiutai dicendo che ero li in amicizia come vicina di casa e non certo per farmi pagare.

Sono passati alcuni mesi da allora ed io ho preso l’abitudine di andare a casa del signor Enne più o meno un paio di volte al mese. Alla fine se non si lascia accumulare il pregresso, si tratta di poche cose che sbrigo rapidamente: il bucato, la pulizia dei bagni, la zona cottura-lavello in cucina e poco altro. Da parte sua il signor Enne continua ogni volta a voler “pagare il disturbo” e quando io rifiuto cerca sempre di trovare modi alternativi per sdebitasi. Intanto chiacchieriamo un po’ che male di certo non fa.

28th December 2025

Di fughe, piastrelle e candeggina

A scuola in chimica ero brava. Non un nuovo Natta, ma comunque brava. Se trovate in giro una lista della spesa in cui si elenca l’ipoclorito di sodio, potrebbe essere mia. Giusto per dire.

Perché arriva sempre quel periodo dell’anno in cui le finestre stanno chiuse, l’umidità si accumula e le fughe tra le piastrelle diventano nere. Una situazione inconcepibile specie se avete la sfortuna di vivere in un appartamento in cui il piastrellista era fissato con il bianco artico.

E levare il nero dalla fughe -magari con lo spazzolino da denti come ho letto in giro- è una gran scocciatura. Ed è qui che entra in gioco il buon caro vecchio ipoclorito di sodio, che a discapito del nome complicato si trova tranquillamente in soluzione acquosa in tutti i supermercati. Insomma se amate un po’ la chimica avrete capito che parlo di candeggina, e di tutti gli altri prodotti analoghi ma con nomi più sofisticati (tipo Amuchina…)

Bene, presa un buona candeggina profumata, diluita ancora in 2/3 di acqua e caricata in un bello spruzzino di recupero e avrete la vostra arma letale contro il nero nelle fughe delle piastrelle. La cosa bella è che non c’è quasi mai da strofinare, si spruzza il composto e nel giro di un paio di ore il nero scompare.

Poi se siete un po’ fissate come me, magari passerete comunque un panno per eliminare gli aloni e per togliere qualche imperfezione, ma è del tutto opzione. Un unico inconveniente: i vostri “coinquilini” potrebbero lamentarsi per l’odore pungente; in tal caso dategli lo spazzolino… :)

23rd December 2025

Figuraccie /1: c-string a tradimento

Alcuni anni fa acquistai da Zara un abito da sera. Nulla di speciale in sé, un classico abitino nero attillato il giusto e quasi dritto sui fianchi. La sua unica particolarità erano due strisce di tulle trasparente sui lati che lo percorrono per tutta la lunghezza.

Non molto convinta lo presi comunque perché avevo fatto perdere un sacco di tempo alla commessa e mi pareva brutto uscire senza comprare nulla. Sta di fatto che quelle due strisce trasparenti sono diventate un vero ostacolo in molte delle occasioni in cui avrei voluto il indossare il vestito. Gli scenari sono sostanzialmente solo due: o si accetta l’inestetismo della biancheria che traspare ai lati o si utilizza biancheria invisibile monouso, cosa nel mio caso significa sostanzialmente reggiseno e slip adesivi.

Capitò poi che seguendo un po' il mondo hollywoodiano ad un certo punto decisi di acquistare uno c-string. Ora non entro nel dettagli, ma per i non addetti ai lavori dico solo che si tratta di un sostituto del perizoma costruito con un archetto semi-rigido; l’archetto si infila tra i glutei e le gambe e d’avanti sostiene un triangolino di stoffa che serve a coprire… l’argomento :)

Indossato questo strano indumento sembrava proprio la soluzione finale al problema dell’abitino con le strisce trasparenti. Invisibile, discreto e soprattutto non adesivo! Un po’ scomodo magari ma mica lo avrei usato per correre un maratona. Per farla breve decido di indossare l’insolito abbinamento per una cena abbastanza formale in casa di amici e debbo dire che in prima istanza il risultato fu decisamente positivo.

Le cose si complicarono un po’ una volta passati dal buffet in piedi alla cena a tavola. Da seduti l’archetto è abbastanza scomodo in effetti. Ma, cosa ben più grave, tende ad allentarsi regolando la propria misura in funziona della posizione.

Così, mentre mi alzo per dare una mano a sparecchiare, puff! lo c-string cade giù. Resto lì un sorpresa e imbarazzata mentre gli altri mi fissano, poi provando a dissimulare, accenno a delle specie di scuse, raccolgo l’oggetto traditore e vado veloce in bagno. Ovviamente non sono più riuscita a regolarlo della giusta misura e sono dovuta restare senza per il resto della serata.

Morale della favola: Non fidatevi di Hollywood!

7th December 2025

Muschio bianco, il grande inganno!!1! :)


Nel vivo dei lavori per il grande progetto #PresepeDiPianerottolo2025 la mia dirimpettaia si è chiesta dove fosse possibile reperire del muschio bianco da alternare a quello verde che abbiamo recuperato staccandolo dalle zone umide dello scantinato.

E potevo io esimermi dal fare l'antipatica sapientina? Ovviamente no.

Con la delicatezza di una belanottera in una piscina, ho fatto notare che il muschio in questione è in realtà una specie di ghiandola che alcune specie di ruminati spargono per marcare il territorio. E che il muschio bianco in particolare è un prodotto chimico che simula l'odore del cervo muschiato.

Moderna Konrad Lorenz condominiale, mi aspettavo applausi a scena aperta, invece ho ottenuto il gelo totale.

Ripensandoci a mente più fredda, in effetti l'equivoco è davvero facile. Anche in casa mia ci sono almeno due o tre prodotti alla fragranza di muschio bianco e tutte riportano sulla confezione immagini di piante, boschi e vegetazione rigogliosa. Bisogna andare alla lista dei componenti per capire cosa ci sia dentro e bisogna anche avere un minimo di dimestichezza con una nomenclatura molto astrusa.

Insomma, potevo starmene zitta.

5th December 2025

Sul come sono finita a dormire nuda

L'estate del 2022 dalle mie parti è stata particolarmente torrida, specie nel mese di luglio. Vivo in un appartamento all'ultimo piano di un condominio abbastanza grande e dunque sopra la testa c'è direttamente il lastrico solare, cosa che di certo non aiuta a isolare l'abitazione. Metteteci pure che non abbiamo mai voluto installare un condizionatore memori dei molti malanni che ci siamo beccati a causa di quel flusso gelido d'aria. Insomma in quella estate di tre anni fa praticamente vivevamo in un forno. O meglio ci vivevo soprattutto io visto che restavo a casa per la maggior parte del tempo.

Erano giorni sfiancanti soprattutto perché non riuscivo a dormire la notte sia per la sensazione di caldo sia per la forte umidità, con i vestiti che si attaccavano addosso peggio che dopo un tuffo in piscina. Una notte particolarmente tormentata, presa dallo sfinimento mi levai prima il pigiama e dopo qualche minuto anche l'intimo. Per qualche oscura legge della 'termodinamica' questa 'configurazione' mi fece rilassare e alla fine perfino addormentare mettendo assieme quelle 4 ore di sonno filato che sono il minimo indispensabile per evitare scene alla 'Un giorno di ordinaria follia' :)

Per farla breve, ho poi ripetuto la cosa il giorno dopo e quello dopo ancora. I giorni sono diventati settimane e poi mesi. Pensavo in realtà che con l'autunno sarei tornata alle vecchie abitudini ma poi per un motivo o per l'altro continuavo a procrastinare (il pigiama va prima lavato, non fa abbastanza fresco, sto più comoda e via di questo passo). Una cosa nata come misura d'emergenza per le giornate torride si è a suo modo istituzionalizzata al punto che se me lo chiedeste oggi non saprei neppure dove ho risposto i miei pigiami.

Mi è capitato di parlarne con una cara amica di famiglia che -vedi un po' le coincidenze- è anche il nostro medico di famiglia, e mi ha rassicurato sul fatto che non ci siano particolari controindicazioni. Anzi mi ha fatto un lungo elenco di benefici più o meno importanti che potrebbero derivare dal dormire nudi. Conoscendo la sua vena un po' new-age non so quanto di scientifico possa esserci nella sue parole :) tuttavia il riflesso pavloviano che è in me ne ha tratto un ulteriore rafforzamento. Ovviamente ho anche abilmente ignorato tutte le amiche che mi sconsigliavano la cosa, perché mica sono razionale io :)

RISCHI? PRECAUZIONI? In realtà per la mia esperienza non vedo davvero particolari inconvenienti nel dormire nuda. In fondo si tratta di una esperienza privata in ore durante le quali non si interagisce granché col mondo... Ma ovviamente molto dipende dalla pudicizia del proprio carattere. A limite farei queste considerazioni:

#1 È una buona idea riporre una vestaglietta vicino al letto da indossare al volo in caso di catastrofi imminenti (terremoti, incendi, meteoriti che puntano il tuo condominio...) o di semplici seccature, tipo i suonatori mattutini di campanello. È probabile che a voi non capiti, ma tra plichi da prendere in carico, consegne a domicilio e vicini imbranati il campanello di casa che suona anche prima delle 7 da me è abbastanza normale. E dico 'abbastanza' solo perché non posso usare un lanciafiamme contro questi simpatici disturbatori ;)

#2 Quando si dorme fuori casa è opportuno avvertire le persone che potrebbero trovarsi a disagio. Quando pernotto in albergo per esempio, lascio detto di questa mia abitudine alla reception. Similmente quando dormo da amici ne parlo con loro e chiedo se la cosa disturba. Di solito non ci sono problemi, ma in una occasione -data la loro reazione- hanno dovuto prestarmi un pigiama...

#3 La questione può diventare più scivolosa se devi dormire in stanza con altre persone. Probabilmente tra amici non ci saranno problemi, ma con gli estranei è meglio essere caute. Insomma se prevedete di ritrovarvi in queste situazioni (ostello, camere condivise, campeggio) magari è più semplice se ve lo portate un pigiamino :D

#4 E quelle notti? Beh con gli assorbenti interni io non ho mai avuto problemi. Ma se questa soluzione non piacesse esistono assorbenti adesivi e slip mestruali. Alla peggio si può sempre indossare uno slip e l'assorbente tradizionale, mica è una questione di principio!

A presto!

22nd November 2025

Pasta al tonno, l'unico vero salva-pasto!

Come avrete intuito dal titolo di questo blog, fare la casalinga non era esattamente nei miei piani :) Però sono una che s'impegna e pian piano sto recuperando anni di edonismo, pasti "volanti" e dormite brevi.

E insomma sta di fatto che sembra esserci un vero filone letterario sui piatti salva-cena o salva-pranzo, ricettine facili facili per rimediare ad ogni imprevisto...

Bene, sappiate che NON funzionano. Esiste un solo salva-pasto ed è la pasta al tonno, di cui avrò la dignità di non riportavi la ricetta :D

Ho peraltro scoperto che esistono almeno due varianti di pensiero: c'è chi soffrigge il tono e chi lo usa così come vien fuori dalla scatoletta. La mia terza via è il tonno in scatola al naturale da far saltare il padella per un paio di minuti assieme alla pasta. Finora non si è lamentato nessuno ;)