Di fughe, piastrelle e candeggina
A scuola in chimica ero brava. Non un nuovo Natta, ma comunque brava. Se trovate in giro una lista della spesa in cui si elenca l’ipoclorito di sodio, potrebbe essere mia. Giusto per dire.
Perché arriva sempre quel periodo dell’anno in cui le finestre stanno chiuse, l’umidità si accumula e le fughe tra le piastrelle diventano nere. Una situazione inconcepibile specie se avete la sfortuna di vivere in un appartamento in cui il piastrellista era fissato con il bianco artico.
E levare il nero dalla fughe -magari con lo spazzolino da denti come ho letto in giro- è una gran scocciatura. Ed è qui che entra in gioco il buon caro vecchio ipoclorito di sodio, che a discapito del nome complicato si trova tranquillamente in soluzione acquosa in tutti i supermercati. Insomma se amate un po’ la chimica avrete capito che parlo di candeggina, e di tutti gli altri prodotti analoghi ma con nomi più sofisticati (tipo Amuchina…)
Bene, presa un buona candeggina profumata, diluita ancora in 2/3 di acqua e caricata in un bello spruzzino di recupero e avrete la vostra arma letale contro il nero nelle fughe delle piastrelle. La cosa bella è che non c’è quasi mai da strofinare, si spruzza il composto e nel giro di un paio di ore il nero scompare.
Poi se siete un po’ fissate come me, magari passerete comunque un panno per eliminare gli aloni e per togliere qualche imperfezione, ma è del tutto opzione. Un unico inconveniente: i vostri “coinquilini” potrebbero lamentarsi per l’odore pungente; in tal caso dategli lo spazzolino… :)